|
|

|
Fabio
Cavallucci
"Quegli
Spazi Interattivi",
Trentino Mese, rivista Trento, 2002
"Situazioni
in cità, progetti site
specific",
Work, rivista, Trento, 2003
"Situations
in the city, site specific
projects",
Work, magazine, Trento, 2003

"Water"
Il nome venne suggerito da Pierre Restany, il noto
critico del Nouveaux Réalisme. Fasoli m&m -una
sigla e due persone - è una coppia nell'arte e nella
vita: le due "emme" stanno proprio per "marito" e "moglie".
Lui, Giancarlo, già da tempo faceva l'artista e aveva
abbandonato il Iavoro per intraprendere piena-mente
quest'avventura. Lei Paola, lo seguiva e ispirava.
Così, agli inizi degli anni Novanta, i due decidono
di formare un'unica azienda", come già tante coppie
celebri, dai Becher ai Poirier.
Entrambi veronesi, ma da anni residenti a Trento, li si
riconosce dal colore: il verde smeraldo che caratterizza
molte opere e soprattutto gli abiti che indossano.
Nei loro lavori utilizzano le tecniche più varie, dal
video alla fotografia, dalla performance all'installa-zione.
Ogni produzione si compone sempre di due parti: lo studio e
l'elaborazione. Lo studio corrisponde normal-mente a un
viaggio: tra i Turkana del Kenya, tra gli Shan nel Myanmar;
a contatto con un illustratore nell'india metropolitana, o
anche - con minor esotismo - tra la gente della laguna di
Venezia, tra le folle delle subway di New York o del
metrò di Parigi. Sono esperienze di vita in cui i due
cercano di entrare in contatto con l'ambiente e con le
persone, creando un rapporto di reciproco scambio da cui
traggono materiale fotografico e video. La seconda fase
è l'elaborazione, l'interpretazione del materiale e
dell'esperienza a cui apportano il loro modo particolare di
vedere e di capire. Ecco perché tutti i loro lavori
sono "Spazi Interattivi".
Ben consapevoli che non sarebbe possibile riportare
fedelmente una situazione indagata, abbondano
nell'artificio, accentuando i colori e componendo le
immagini come in un collage. La loro produzione è
molto nota in Italia e in Europa, ma in Trentino non sono
mai stati molto presenti. Un'occasione per vederli è
ora all'ex Cinema Dolomiti di Pinzolo, in cui proiettano il
video "Water, Concerto d'acqua per gocce e cascate", dall'11
al 18 agosto, nell'ambito della manifestazione Acque
d'autore, organizzata dall'APT di Campiglio e Pinzolo-Val
Rendena con la collaborazione dell'ente Parco
Adamello-Brenta.
Sono cascate d'acqua su tre schermi che creano un
affollamento acustico. Ma anche qui non è solo
natura: è forte l'intervento artificiale che vira i
colori e introduce pesci rossi vaganti e palloncini che
risalgono le rapide.
FASOLI m&m "Water", Pinzolo, Ex Cinema Dolomiti11 agosto
2002.

"Any
Idea"
La coppia Fasoli m&m lavora invece sulla
sorpresa dell'immagine, sull'effetto di spaesamento che
produce un elemento collocato fuori sede.
Normalmente sono improbabili colloqui tra uomini e donne
collocati sul set di paesaggi esotici, o architetture
veneziane, o grattacieli delle megalopoli. Nel lavoro di
Trento è invece un grande lavoro esotico e ambiguo
che ci coglie di sorpresa, in uno spazio ricco e suggestivo,
non più sfondo virtuale come nei ligt box, ma
ambiente reale arricchito però da un rispecchiamento
illusorio. Un cortocircuito che vuole far scaturire nel
passante un'idea, quell'idea che i due artisti, in una
dimensione, non più impositiva ma dialogica,
vorrebbero fosse proprio lo spettatore a declinare a proprio
piacimento

"Any
Idea"
The couple Fasoli m&m works, rather, with the
surprise factor of the image, on the effect of
disorientation that an element produces when located
ambiguosly out of place . Normaly they are improbable
meetings between man and woman located in exotic background,
or Venetian architecture, or skyscrapers in the megalopolis.
For their work in Trento, a large exotic and ambiguos face
is found in a surprise space that is rich and suggestive ,
no longer a virtual background as in te light box, but
rather a real ambient enriched, however, with an mirroiring
illusion. A short-circuit that looks to evoke an idea in the
passer-by,the idea that the two artists, in a dimension that
is no longer dominating but dialogical, they would like for
it to be the spectator to be the one coniugate at
will
back to top
|

|