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Edoardo
Di Mauro
"L'Oggetto e o Spazio",
catalogo, Gubbio,1990.
"Sotto Osservazione",
catalogo, 1991, Perugia.
"Eclettismo",
catalogo,
catalogo, 1993.
"Carpe Diem...una Generazione
Italiana",
catalogo, Ravenna, 1994.
"Giardino dell'Arte 1",
catalogo, Torino, 1994.
"Giardino dell'Arte 2",
catalogo, Torino,1995.
"Và Pensiero, Arte
Italiana",
catalogo, Torino,1997.
"L'Oggetto
elo Spazio"
(...). Giancarlo Fasoli presenta dei lavori tratti
dall'ultima sua serie definita "Spazi Interattivi", in cui
il titolo si elude in favore di una numerazione progressiva.
Lo scopo delle installazioni dell'artista trentino è
quello di stabilire un complice rapporto col fruitore,
rendendolo partecipe di un non facile messaggio simbolico
sui temi e sui miti della modernità col tramite di
una iconologia "soffice" ad avvolgente. Da non dimenticare
come Fasoli sia uno dei pochi a confrontarsi, con azioni di
indubbia efficacia, anche con lo specifico esterno, come
nella migliore tradizione concettuale. (...)
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"Sotto
osservazione"
(...). conobbi Giancarlo Fasoli nel 1988 in un momento
in cui egli si sentiva maturo per una fase nuova,
formalmente definitiva, del suo lavoro. Concordai con lui su
questo punto e fui lieto di essere uno dei primissimi a
poterlo registrare. A distanza di alcuni anni, con tenacia e
coerenza, Fasoli ha compiuto ulteriori progressi in questa
direzione giungendo ormai vicino ad una consacrazione
definitiva, nel suo caso quanto mai meritata. I suoi "spazi
interattivi" simboleggiano con le loro strutture spesso
spazialmente estese ma di facile leggibilità la
volontà dell'artista di stabilire un ordine mediano
tra uomo e natura, tra sollecitazioni interne ed esterne. Un
linguaggio "modernissimo" che risente altresì della
lezione del passato che è componente di memoria e non
di plagio. concettualità autentica, senza mediazioni,
quella dell'artista trentino, laddove sa essere se stessa
sia a contatto diretto con grandi distese naturali che con
spazi ristretti, in cui si insinua con varie
modalità, talvolta anche di microstruttura.
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"Ecclettismo"
(...). Giancarlo Fasoli affronta con maggiore decisione
rispetto ad altri il problema dell'interazione tra opera ed
ambiente. Non a caso le sue installazioni sono titolate
"Spazi Interattivi" ad indicare la volontà
dell'artefice umano di intessere un rapporto consapevole con
lo spazio e l'ambiente circostante, elemento contiguo ed
inscindibile all'essenza stessa della scultura dal momento
stesso in cui ci si è resi conto che essa non potevo
adempiere esclusivamente alla proposizione di forme statiche
e monumentali. Non a caso l'artista, affiancato ultimamente
dalla moglie nell'attività di "performance", non si
limita mai, nelle sue azioni, ad una "presa di possesso"
della porzione di spazio prescelta ed assegnatagli, ma la
vivifica con la sua carica di creatività.
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"Carpen
Diem... una generazione italiana"
(...). I Fasoli, simboleggiati dalla sigla m&m,
perseguono itinerando da Trento per l'Italia e l'Europa, un
singolare percorso artistico ed esistenziale. Nel loro caso,
più che d'esperienze passate scarsamente sintoniche
con questa o quell'altra tendenza artistica, si può
parlare di tirocinio ispirativo lungo, d'attesa del momento
propizio affinché, liberi da pressanti obblighi
esistenziali d'altro genere, fosse possibile darsi
integralmente all'esperienza dell'arte. Caso vuole che anche
per loro questo si sia verificato a metà degli '80.
L'installazione e la performance sono le dimensioni
preferite, a partire dalle prime, grandi occupazioni
d'ambiente di qualche anno fa, che richiamavano alla memoria
le precedenti vicende della "land art", seppure con prassi
opportunamente modificata, per giungere poi alle
installazioni costruite per i vari ambiti e siglate, con
ordinata scansione numerica, "Spazi Interattivi" . Per
l'appunto l'interazione tra uomo e spazio circostante, col
tramite della materia, dell'oggetto, del suono e dell'azione
costituisce l'ossessione artistica della coppia. Le
modalità d'azione attualmente perseguite prevedono,
previo preciso studio del luogo prescelto, un breve atto
performativo di costruzione dell'opera che poi, interamente
assemblata, sarà visibile nei giorni seguenti
l'inaugurazione. (...)
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"I
Giardinio dell'Arte 1"
(...). Fasoli m&m da anni perseguono una ricerca
finalizzata all'integrazione "totale" tra uomo ed ambiente
che si è ulteriormente perfezionata con l'ingresso
ormai costante dell'elemento performativo che presiede, nel
loro caso, alla costruzione dell'OPERA, illustrandola in
apertura di allestimento. (...)

"Giardino
dell'Arte 2"
(...). Fasoli m.&m. hanno sempre avuto ben presente
l'ambiguità storica del rapporto tra artificio e
natura, vivo ed assillante fin dagli antipodi della storia
dell'arte. Lo rincorrono e lo perseguono tuttora con azioni
performative a tutto campo. Le due maxi Cibachrome
installate a mò di manifesto è parte della
produzione seguente l'ultimo viaggio compiuto dalla coppia
all'interno di civiltà extraeuropee, in questo le
regioni del lago Turkana nel nord del Kenya. Il resoconto
è netto, senza infingimenti ed ipocrite
idealizzazioni e pone l'accento su di una diversità
di cultura e di esistenza che si aspira a colmare, ma che
non si può avvertire.
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"Va
pensiero all'italiana"
(...). in virtù di un'espressività
centrata prevalentemente su di un rinnovamento del
linguaggio dell'installazione in chiave di confronto con
l'immaginario tecnologico e del rapporto tra oggetto e
spazio, pienamente leggibile nel testo di questi ultimi
anni, a contatto con le prove migliori dell'ultima
generazione. Naturalmente i percorsi personali di questi
artisti sono diversi e diverse le strade che percorreranno
nei prossimi anni, tuttavia essi sono una componente
fondamentale nell'ambito di una corretta ricostruzione
storiografica. Si tratta di (...), Fasoli m & m.,
(...).Ritengo questa impostazione, e guai se non ne fossi
convinto, in grado di compendiare qualità ed
obiettività, rendendo inoltre giustizia ad artisti
che in questi anni hanno lavorato, molto e bene, in Italia e
talvolta fuori, pur essendo stati scarsamente supportati da
promozioni pubblicitarie e conseguenti, compiacenti
promozioni editoriali. Il messaggio di fondo che intendo
trasmettere al sistema artistico è la
necessità di una riflessione pacata ed organica su
quanto accaduto in questi anni, sulle potenzialità
inespresse dell'arte italiana e sulla necessità di
adottare un diverso atteggiamento che porti, nell'immediato
futuro ad un'ulteriore, necessaria selezione dei valori in
campo, mentre spero che il pubblico possa, con questa
mostra, farsi un'idea precisa di quello che è stato
l'ultimo periodo della nostra lunga storia artistica.
Ovviamente ritengo inevitabile un assestamento dei valori
ancora più definito nei prossimi anni, gli artisti
presenti in "Va' pensiero" in alcuni casi consolideranno le
posizioni acquisite permettendo quello che in arte è,
a gioco lungo, l'inevitabile stabilirsi di una gerarchia di
valori attorno al nucleo principale tale da caratterizzare
un'epoca, (...)
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