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Gigi Zoppello
"Via Pal", L'Adige, quotidiano, Trento, 16 marzo 2002
"Via Pal", L'Adige, quotidiano, Trento, 17 marzo 2002
"Fasoli m& raccontano le Donne", L'Adige, quotidiano, Trento, 30 giugno 2003




Via Pal
Il tema era il "corpo" e lo si è visto subito, quando in scena sono apparsi i due artisti trentlnl Fasoli m&m. Lei, nuda dalla cIntola In su. Lui, coperto solo da una camicia. lnsieme hanno realizzato una performance di nove minuti: "Rush Hour", il titolo.
Certo, la cosa non è passata inosservata, anche perché in sala c'erano due bambini, che i genitori hanno fatto allontanare non appena la performance è finita
E' successo ieri allo "spazio polifunzionale> dell'Opera Universitaria di Trento, in via. Prati C'era in programma la serata d'arte "Via Pal", organizzata dalla Galleria Civica Comunale diretta da Fabio Cavallucci, con la collaborazione di Danilo Fenner e Luca Coser. Era una "seconda puntata", perché via Pal è progetto che durerà tutta l'estate, in vari luoghi della città, pensato proprio per "far uscire" la Galleria dagli spazi in cui è confinata.
Il pubblico si era appena sistemato con un certo ritardo sull'ora prevista. E subito è apparso il video: immagini di Terzo Mondo, suonatori di flauto indiani, strade e tunnel, metropolitane. E in scena i due artisti, praticamente nudi.
Non deve stupire: i Fasoli hanno lavorato (e soggiornato) molto in Africa, e certamente non si pongono 8da artisti) i dubbi della pruderie bigotta. Fatto sta che lui era inequivocabilmente senza mutande né pantaloni. Con una piantina ornamentale in mano, si spostava sedendosi a terra, rialzandosi, chinandosi a collocare il vaso. Lei contro lo schermo, in topless, si copriva e si scopriva con veli colorati.
Nessun imbarazzo tra i pubblico, in gran parte composto di giovani, in gran parte amante dell'arte, del teatro e della performance. Qualche perplessità, comunque, fra quei genitori che avevano portato i bambini, ( maschietti, sui 12 anni).
Fabio Cavallucci subito dopo la performance, ha preso il microfono ed ha definito la performance "densa".…

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"Via Pal"
Per carità, nessuno si è scandalizzato. Certo vedere l'artista Fasoli da Martignano senza mutande né pantaloni, è stato un "evento" che Trento si era finora risparmiata. Così non è passata inosservata la serata "Via Pal" di martedì, organizzata dalla Galleria Civica di Trento nel teatro dell'Opera Universitaria in via Prati. E la presenza di alcuni bambini fra il pubblico non ha deposto a favore.
Fabio Cavallucci, direttore della Galleria, non si scompone: "Si - afferma - sapevo di cosa si trattava, ne ho parlato con i Fasoli. Devo dire che si è trattato di un nudo molto concettuale, più un'idea che un nudo vero e proprio. La performance era nella penombra, Fasoli aveva una camicia, e c'era ben poco di visibile. Tanto che la reazione del pubblico è stata di curiosità, più che d'imbarazzo". Sono le frontiere dell'arte contemporanea che ben altro ha messo in mostra. "Certo, il tema della serata era "il confine dei corpi", quindi ci si poteva aspettare ben altro. Anzi, il tema corpo erotico, non è stato quasi per nulla esplorato. Con i Fasoli, si è trattato di un momento più intuito che mostrato". Rimane il disagio dei bambini. "A dire il vero - spiega Cavallucci - non mi sono accorto di bambini in sala. A quanto ne so, c'era un solo bambino, per altro figlio di amici dei Fasoli, che non era per nulla imbarazzato, ma al contrario ha apprezzato la serata".
Serata che ha peraltro confermato la formula vincente di Cavallucci, di decentrare gli eventi in spazi non usuali. Un vero laboratorio di linguaggi ed idee, con momenti molto alti,…
In sala, più di 150 persone, con applausi e consensi. Quel nudo "concettuale" del'inizio, era peraltro perfettamente plausibile e, viene da dire, necessario.

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"Fasoli m&m raccontano le Donne"

Nell'ambito della rassegna "Del corpo ...i corpi. Altri territori della fotografia contemporanea", si è inaugurata a Padova la mostra "Fasoli m&m. Donne". Promossa dall'assessorato alla Cultura e dal Centro nazionale di Fotografia ,a manifestazione presenta 15 opere a colori di grande formato che trattano di una dimensione della donna, coinvolta nei più vari contesti della quotidianità. Autori la coppia di artisti trentini.
La serie di immagini di Fasoli m&m, rielaborate con tecnologia digitale, rappresentano persone che risultano fotografate quasi per caso negli ambienti più vari, dall'aeroporto di Fiumicino a Roma alla piazza Venceslao di Praga, e nelle situazioni più diverse, diventando parte del percorso di interazione dei due fotografi, del loro intenso e differenziato percorso artistico. Soggetti femminili, ora in posizioni pastiche e surreali, mentre guardano la camera. E ora invece soggetti inconsapevoli, stesi nudi su un prato o in contesti metropolitani, mentre si accingono a prendere un tram, presentando una nuova dimensione tra il vissuto e l'immaginato, e creando spazi "altri" del pensiero.
La storia dei Fasoli è caratterizzata da esperienze multimediali, dentro cui i due artisti hanno sviluppato un'idea di rapporto tra uomo e ambiente, quale "Spazio Interattivo".

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